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franc'O'brain : il suo diario di bordo



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28 luglio 2010

Il Team Hoyt - un padre che spinge la carrozzina con il figlio paraplegico

Domenica 1° agosto il Team Hoyt parteciperà al Marlboro Triathlon, nella città di Marlboro in Massachusetts.

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Un padre, Dick Hoyt, ha deciso di dedicare la sua vita al figlio Rick. Per dare qualche gioia in più al ragazzo, papà Dick si è messo a partecipare a maratone e gare di thriatlon con lui...

www.teamhoyt.com



 


21 luglio 2010

La baby prostituta che ha messo nei guai mezza Equipe francese

Zahia Dehar, di origini marocchine, è la sexy bomb che sta causando un sacco di guai a diversi calciatori francesi. In particolare Franck Ribery, centrocampista del Bayern Monaco, e Karim Benzema, attaccante del Real Madrid, si stanno pentendo amaramente di essersi divertiti con la splendida Zahia. Difatti, si trovano in stato di fermo presso la sezione buoncostume della polizia di Parigi.

Parigi, scandalo baby escort: fermati i calciatori Ribery e Benzema
I due giocatori sono accusati di adescamento e sfruttamento della prostituzione minorile nello Zaman Café, un night club sugli Champs Elysees, che forniva minorenni per prestazioni sessuali ai suoi clienti. Sotto inchiesta sono finiti anche il gestore del bar, una cameriera e un uomo sospettato di aver ingaggiato le escort minorenni. Gli episodi risalgono al 2008. Ribery e Benzema si difendono sostenendo di non essere stati a conoscenza dell'età della baby prostituta.

Lo scandalo è emerso tre mesi fa quando la escort oggi diciottenne è stata arrestata insieme con altre diciassette "colleghe". Dehar aveva ammesso davanti alla polizia di aver fatto sesso a pagamento con Ribery e Benzema nel 2008, ai quali aveva però mentito a proposito della sua reale età. La giovanissima squillo ha confessato di aver avuto rapporti sessuali anche con un altro calciatore nel giro della nazionale, Sidney Govou del Lione, nel marzo 2010, ma era già maggiorenne.

In Francia istigare a relazioni sessuali una prostituta minorenne è un reato punibile con la reclusione fino a tre anni e un’ammenda fino a quarantacinque mila euro. Resta ora all'accusa provare che i calciatori erano a conoscenza che la ragazza era minorenne al momento dei fatti.


11 luglio 2010

La seconda finale più brutta di tutti i tempi

... dopo Francia-Italia del 2006

Ieri con la cosiddetta "finalina" (Germania-Uruguay 3-2) ci siamo divertiti parecchio. Tuttavia una finale è sempre una finale. Molti sono gli elementi apparentemente contingenti che arrivano ad agire sulle squadre impegnate in uno scontro tanto importante. Ad esempio, non è da sottovalutare il tifo del pubblico sudafricano; anche se non sono a favore della Spagna, i sudafricani sono tutti o quasi tutti contro l'Olanda (eh già, ne hanno passate tante gli indigeni a causa dei colonizzatori olandesi!...).

Paul, il polipo dello zoo di Osnabrück, ha pronosticato Spagna, e anche molti esperti sono del parere che gli iberici siano superiori agli avversari. Intanto c'è già chi non ne può più delle predizioni del "maledetto totano" e si augura di vederlo presto in padella...

Per La Roja è la prima finale mondiale, mentre l'Olanda (che in questo torneo ha vinto tutte le partite) si accinge a disputare la sua terza, dopo Germania Ovest 1974 e Argentina 1978. 
Sarà la volta buona per gli olandesi? Di certo, il loro allenatore van Marwijk avrà pure imparato qualcosa dalla visione di Germania-Spagna, semifinale fatidica ai tedeschi, che sono stati troppo remissivi e attendisti contro le Furie Rosse. Si prevede che van Marwijk farà fare ai suoi un buon pressing: gli spagnoli, se concedi loro troppo spazio, tessono in campo vera e propria filigrana.

E quindi si parte.
No, un momento! C'è ancora tempo per un "fuori programma" procurato da Jimmy Jump, il famoso streaker (o invasore di campo). Già protagonista di una comica invasione durante la finale del Roland Garros 2009, oltre che di innumerevoli episodi simili, Jimmy (catalano, 36enne) torna alla ribalta tentando di raggiungere la Coppa del Mondo appena prima dell'inizio della partita...

Jimmy Jump (psuedonimo di Jaume Marquet Cot) è il più famoso invasore di campo al mondo, con buona pace del "nostro" Mario Ferri detto "Il Falco" (vedi questo articolo).

Jimmy si fece conoscere per la prima volta nel 2004, quando, in occasione del GP di Spagna di Formula 1 sul circuito del Montmelò, attraversò pericolosamente la pista durante il giro di ricognizione. Pochi mesi dopo, una delle sue imprese più famose: durante la finale degli Europei di calcio tra Portogallo e Grecia invase il terreno di gioco per lanciare una bandiera catalana a Luis Figo, reo di aver tradito il Barcellona passando al Real Madrid.

Da lì, un susseguirsi di episodi simili, a volte con espliciti riferimenti politici (Euro 2008, Germania-Turchia: invasione di campo con bandiera del Tibet per protestare contro la politica cinese nella regione), altre volte con puro intento di divertissement, come quella dell'anno scorso durante la finale del Roland Garros tra Federer e Soderling. L'ultima incursione, per una volta tanto lontana dal mondo dello sport, è stata a fine maggio, durante l'Eurofestival 2010, quando è salito sul palco durante l'esibizione del cantante spagnolo Daniel Diges, inserendosi bellamente nella coreografia, prima di essere bloccato dalla security.

Dunque: finale Olanda-Spagna.
Il primo tempo è una corrida, con gli Oranjie che, in qualità di toreri, non sono da meno degli spagnoli. La tensione è a mille. Un fallo di de Jong su Xabi Alonso sarebbe da punire con l'espulsione: il centrocampista in forza al Manchester City è entrato in "calcio volante" senza neanche guardare da che parte arrivava la sfera. Però l'arbitro, l'inglese Howard "lo Sbirro" Webb, grazia l'olandese.
Nervoso appare anche Sneijder. Il più falloso di tutti risulta comunque essere van Bommel, che tira giù gente a tutto spiano, picchiando apposta per far male. Gli Oranjie potevano benissimo chiudere il primo tempo in nove uomini...
Certo però che gli spagnoli, a loro volta, sono dei furbastri: sanno come buttarsi a terra; a parte tutto, anche Puyol si meritava il rosso per una sua entrata selvaggia...

Fatto sta che nel primo quarto d'ora giocano solo gli iberici. E' raro assistere a un incontro in cui campioni come Sneijder, van Persie e Robben non toccano quasi palla! Gli olandesi vengono fuori alla distanza, ma è La Roja, nonostante l'ostruzionismo à la Partinicaudace operato dagli uomini di Bert van Marwijk, a far vedere le cose migliori.

Secondo tempo. Si riparte con gli stessi effettivi. Le due squadre giocano un po' più in scioltezza, però sono ancora gli iberici a far girare di più "Jabulani", mentre fioccano i gialli per gli olandesi.
La Spagna sostituisce Pedro con Navas. Cambio anche per gli Oranjie; esce un'attaccante, Kuyt, ne entra un altro, Elia.
Sembrano più convinti gli spagnoli: è palese che non vogliono i supplementari... Ma, come spesso accade nel calcio, è l'Olanda che ha due occasioni ghiottissime; con Arjen Robben, su contropiede. Il giocatore del Bayern Monaco però le fallisce entrambe, grazie a un attento Casillas.

Non c'è dubbio che adesso si può parlare di match passabile, grazie soprattutto alle Furie Rosse, che disegnano geometrie per tutto il campo e si propongono continuamente alla ricerca di spazi.
Dal canto loro, gli olandesi dovrebbero smetterla di essere squadra solida e basta (in questo mondiale ci hanno mostrato schemi rigidi con soluzioni d'attacco basate soprattutto su cross tesi dalla tre-quarti). Sarebbe bello se recuperassero i moduli dell’Olanda degli Anni Settanta: gioco totale! Tutti in avanti e tutti indietro... Sarebbe una valida ricetta contro questa Spagna. Ma no, finiamola di sognare! Sono mutati sia i tempi, sia gli uomini.

I tempi supplementari inizano ancor meglio dei regolamentari. Del resto, l'Olanda ha sei ammoniti e la Spagna tre, e nessuno vuole rischiare l'espulsione (pur se Webb sembra restio a darla). Premono gli spagnoli. Ma risalta una volta di più il loro problema congenito: producono tanto e creano occasioni che non sempre riescono a concretizzare.
Xabi Alonso lascia il posto a Fábregas e, tra gli olandesi, esce un centrocampista (N. de Jong) ed entra un pugile (van der Vaart).
Anche G. van Bronckhorst viene sostituito. E' il 105' minuto e per il capitano e libero dell'Olanda quest'uscita segna la fine della sua carriera professionista. Purtroppo, tale sostituzione (a lui subentra Braafheid) si rivelerà fatale, come vedremo poco più avanti. Van Bronckhorst stasera è stato un mostro difensivo, interrompendo diverse azioni degli avversari ed evitando più di una volta che il pallone finisse nello specchio della porta. Secondo noi, van Marwijk avrebbe dovuto concedergli di giocare anche il restante quarto d'ora...

Comunque: 0-0 sotto il cielo di Johannesburg alla fine del primo tempo supplementare. Il coach delle Furie Rosse, Vicente del Bosque, è un vecchio marpione. Non pare affatto inquieto. Anzi: abbiamo l'impressione di vederlo sorridere sotto i baffi, altamente fiducioso nei suoi uomini.
15 minuti ancora ed è evidente che l'Olanda non ha più benzina. Nella retroguardia dei nord-europei si aprono vere e proprie praterie...

L'episodio-clou avviene a 11 minuti dalla fine: il difensore olandese Heitinga si becca la seconda ammonizione e di conseguenza il cartellino rosso; il che vuol dire che il suo team è costretto a giocare in dieci uomini. Ancora 660 secondi. 660 secondi che gli olandesi devono superare indenni per poter arrivare (ora lo possiamo dire: indegnamente) ai rigori...
Ma al 115' accade che l'Olanda è sbilanciata in avanti per cercare di sfruttare una punizione dal limite. La barriera devia in angolo, l'arbitro non vede il tocco e concede agli spagnoli la rimessa dal fondo. Sull'azione che ne consegue, e che viene concertata dai due giocatori più freschi degli iberici, ovvero Navas e Fábregas, Iniesta va a insaccare alle spalle di Stekelenburg.
1-0 e mancano solo 5 minuti all'apoteosi española!

L'Olanda si butta disperatamente in avanti con un uomo in meno, ma conclude poco e nulla. Il fischio di chiusura sancisce la Spagna campione del mondo 2010. E' l'ottava nazionale nella storia del calcio a cingersi del titolo supremo. Campeón del mundo!

In definitiva, ha vinto chi meritava di vincere. Ha vinto l'unica compagine che ha giocato palla a terra, senza fare lanci in avanti spesso alla cieca.
Il secondo posto va (per la terza volta dopo '74 e '78) agli olandesi, i quali però, mentre ritirano la medaglia, non riescono a sorridere. Emozionalmente, sono passati dal Tetto del Mondo alla Fossa delle Marianne.

E' tripudio "rojo" al Soccer City Stadium di Johannesburg. Ma non oso immaginare quel che sta per scatenarsi per le strade e nelle piazze di Madrid, Barcellona, Malaga, Valencia... Ibiza, Maiorca...

Sarà fiesta - por toda la noche!


10 luglio 2010

Mondiale: terzo posto alla Germania

Germania-Uruguay 3-2 in una partita veloce e divertente, caratterizzata da splendide combinazioni e da numeri tecnici di lusso. Un pareggio forse sarebbe stato più giusto (in quel caso i due team avrebbero dovuto disputare i supplementari) ma la Germania, stasera priva di Klose e di Lahm e più che mai imbottita di nomi stranieri, ha avuto un pizzico di fortuna in più.

Fortissimo come sempre, nella formazione Celeste, D. Forlán. Bravo anche il "palermitano" Cavani, al pari di Forlán autore di una rete. Sul portiere Muslera bisogna invece osservare che ha fatto qualche papera di troppo...
I tedeschi (andati a segno con il rientrato Thomas Müller, con Jansen e infine con Khedira) hanno convinto sia come ensemble che singolarmente.

Germania e Uruguay: due nazionali belle a vedersi e simpatiche, che in gran parte ci hanno rappacificato con il calcio.

 

La "finalina" è un match superfluo?!?

Ora, qualcuno, nei forum sportivi, va scrivendo che "il terzo piazzato è comunque un perdente"... Secondo me questo Qualcuno non ha capito nulla né di sport, né nella vita.
Vincente può essere anche l'ultimo arrivato, se ha gareggiato con lo spirito giusto. Conoscete gli Hoyt, padre e figlio, americani? Partecipano alle maratone: il padre spinge la sedia a rotelle dove siede il figlio paraplegico... non gareggiano per vincere, ma per dare al ragazzo (che vede e capisce tutto, e in qualche modo riesce anche a comunicare) delle gioie particolari.

E avete visto il Ghana, eliminato ai quarti (proprio dall'Uruguay; ai rigori)? Al rientro in patria, l'intera squadra è stata accolta come la trionfatrice del torneo!
Ora, il fatto che Qualcuno - o chi per lui - affermi che la "finalina" è inutile, mi fa capire sempre più che cosa sono gli italiani. Solo degli italiani, infatti, arrivano a dire certe cretinate. Ergo: temo che essere italiani sia - come affermano tanti - una malattia mentale. Ringrazio Qualcuno per avermi convinto definitivamente della verità di questa asserzione.

 Paul lo aveva predetto: vincerà la Germania. Se questo totano indovina anche la vincente della finale (ha già pronosticato che sarà la Spagna), verrà riconosciuto come campione della galassia!


8 luglio 2010

Mario Ferri, uno streaker tutto italiano

"Il Falco" ha colpito nuovamente!

Mario Ferri ha compiuto la missione annunciata sul web: ha invaso il Moses Mabhida Stadium durante Germania-Spagna per lanciare l'ennesimo messaggio a Marcello Lippi. Correva il quarto minuto della semifinale dei mondiali di Sudafrica 2010...



Come sempre, il Falco indossava una maglietta azzurra di Superman arricchita da due frasi: CASSANO IN NAZIONALE e LIPPI, TE L’AVEVO DETTO.

E' la sua terza pazzia: infatti aveva invaso il Ferraris di Genova durante Sampdoria-Napoli per abbracciare il suo idolo, Antonio Cassano, e poi la "comparsata" nell’amichevole Italia-Olanda dello scorso 14 novembre.

Mario Ferri: uno streaker tutto italiano, il Jimmy Jump di Montesilvano!

Ma chi sono gli streakers? E perché lo fanno?

Leggi qui e qui.



 


4 luglio 2010

Germania-Argentina 4-0

"Goleada histórica" prende nota tristemente il quotidiano di Buenos Aires El Clarin

Maradona sta già pensando di lasciare il posto di CT dell'Argentina. E fa bene: nella sua patria, nessuno sicuramente vorrebbe dare più fiducia all'ex Pibe de Oro.
Aveva detto: "Se l'Argentina non vince, mi spoglio e corro nudo per strada". Beh, è meglio che se  lo risparmi: non è di certo un bello spettacolo "el Diego desnudo"...

4-0: un risultato pesantissimo. La carriera di CT di Maradona è senz'altro finita. Lui lo sa e da qui le lacrime amare, a chiusura di un match davvero disgraziato per il suo team. Poi, uscendo dal terreno di gioco, ha avuto un alterco con un tifoso, reo di avergli urlato "farabutto".
Vergogna a quel tifoso: Maradona da allenatore della nazionale avrà fatto anche i suoi sbagli, ma non sempre la colpa è di chi guida... spesso il marcio è nel motore.


"Fue como una trompada de Muhammad Alí", ammette Diego

Comunque sia! Questa per i Gauchos è stata una vera e propria batosta storica. I panzer tedeschi hanno schiacciato sotto i loro cingoli un'Argentina che è apparsa davvero priva di idee. In Germania, al fischio di chiusura, in ogni città e in ogni paesotto c'è stato un "Autokorso": hanno sfilato automobili addobbate di bandiere nero-giallo-rosse al suono di clacson e di (ahinoi!) vuvuzuela. Molti di questi veicoli erano carichi - in alcuni casi stracarichi - di ragazzi e ragazze festanti (e non tutti propriamente tedeschi, o non al 100%). Più tardi, non pochi di questi tifosi del team "multiculti" messo insieme da Löw sono tornati a casa ondeggiando pericolosamente (troppa birra!).

 
 
 


In generale, la manifestazione di gioia dei tedeschi è stata pacifica. Solo su Internet alcuni facinorosi di fede "bruna" (leggi: neonazisti) si sono lasciati andare a lunghe e inspiegabili tirate d'odio contro gli stranieri. Ma niente di grave e, ad ogni modo, niente di nuovo. Bisogna dire che la Germania dei fans di calcio si sta comportando abbastanza civilmente.
Ma, da Amburgo a Monaco di Baviera, i veri vincitori di questa Weltmeisterschaft (ossia Campionato del Mondo) ovviamente sono gli osti, che, complice un'estate eccezionalmente calda, stanno facendo registrare il "tutto esaurito" grazie ai maxischermi piazzati nelle terrazze all'aperto. 
Sfortunati in questa occasione solo i tifosi a Colonia e in pochi altri luoghi dell'occidente tedesco che, nel bel mezzo della partita contro l'Argentina, sono stati sorpresi da un violento acquazzone estivo.

 
 
 
 
   

 


3 luglio 2010

Berlusconi è stato in Brasile...

... e la nazionale carioca viene eliminata ai Quarti di Finale!

 

Noi non siamo superstiziosi, ma le mille voci sull'influenza negativa che avrebbe il nostro premier continuano a intensificarsi. Sul sito di Yahoo/Eurosport leggo, in calce all'articolo su Brasile-Olanda 1-2, questo commento di un certo "kevin":

"Una certa persona è stata recentemente in Brasile. Ho­ da tanto tempo il sospetto che questa persona porti­ veramente sfiga!! Ho avuto un'ulteriore conferma".

E su amicigg.it scrivono:

"Gli indizi sono ormai troppi, non si può più parlare di coincidenze".

Che cosa si imputa a colui che alcuni chiamano Grande Puffo e altri, per non essere vittime del vero o presunto malocchio, si limitano invece a indicare come L'Innominabile? Ecco alcuni capi d'accusa:

  

Si insedia l'11 giugno 2001 e immediatamente si dichiara vicino agli alleati americani: passano 3 mesi esatti quando avvengono gli attacchi dell'11 Settembre, l'attentato più grave nella storia dell'Occidente.

Subito dopo che va al governo comincia la recessione. Una recessione pesante e dalle conseguenze devastanti, dopo anni di boom contro le regole d'oro dell'economia, ovvero in presenza di tassi di interesse bassi e con inflazione relativamente bassa.

Cominciano a morire gli italiani in guerra (Iraq e Afghanistan): non accadeva dal secondo conflitto mondiale.

Nel 2006 lui perde le elezioni e, dopo 2 mesi, l'Italia vince i mondiali di calcio.

Aprile 2008: lui torna a insediarsi ed esplode la crisi economica mondiale. Alitalia cade a pezzi e viene svenduta.

Si interessa personalmente dell'organizzazione del G8 e scoppiano moti di piazza con tanto di morto ammazzato. Non accadeva dagli Anni '70. Trema la terra a L'Aquila: centinaia di morti tra studenti e residenti. Lui parla con una risata di "campeggio".

Decide di spostare i voli da Milano a Roma-Fiumicino e a Linate cade il primo aereo da sempre, e non sulla pista o in campo aperto, ma su un edificio aeroportuale!

Vicino alla sua villa di Arcore si scatena un tornado devastante che gli abitanti non ricordano a memoria d'uomo.

Varato il primo "pacchetto" dei 100 giorni del "Programma Berlusconi": 6000 licenziamenti soltanto nel settore turismo. Da notare che, dopo il varo del pacchetto sul lavoro, l'Innominabile stesso ha provveduto a licenziare un suo dipendente: Fatih Terim, allenatore del Milan.

Si crede un grande esperto di calcio e fa esonerare il CT della Nazionale Zoff, colpevole di aver perso la finale degli europei nei tempi supplementari. Al suo posto fa mettere un "allenatore vincente"... E infatti: con Giovanni Trapattoni, gli Azzurri vengono sbattuti fuori dal Mondiali di Corea e Giappone già al secondo turno! (Nonostante la sua acqua benedetta, Trapattoni nulla può contro la sfortuna recatagli dall'Innominabile...)  

Sostiene la legge Bossi-Fini per risolvere il problema dell'immigrazione e si moltiplicano gli sbarchi di extracomunitari in Italia.

Annuncia con il suo riso a 32 denti la ripresa dell'economia italiana contro ogni evidenza e contro i pareri di tutti gli economisti nostrani e internazionali e, a distanza di un anno dal suo insediamento, si profila la chiusura della principale industria meccanica italiana: la Fiat. L'Alitalia intanto la hanno già "fagocitata" lui e i suoi complic... ehm... "collaboratori"

Promette che con la finanziaria il Sud si risolleverà e, prontamente, l'Etna si risveglia!

Si risveglia anche lo Stromboli, tanto per non essere da meno, e nello stesso periodo si verificano terremoti disastrosi in Molise. (Ma non dimentichiamo che l'Innominabile aveva già colpito nel '94 con la tremenda alluvione in Piemonte.)

Si dichiara grande amico di Putin, lo invita a casa, e parte l'escalation del terrorismo in Russia.

Ripete con napoleonica convinzione di essere il miglior Presidente del Consiglio della storia repubblicana: l'alluvione a Messina fa oltre trenta morti e più di un centinaio di feriti...

La Nazionale italiana fa una figura barbina al Mondiale sudafricano uscendo al primo turno pur trovandosi nel girone più facile (sovverte tutti i pronostici pareggiando con Paraguay e Nuova Zelanda e perdendo con la Slovacchia...).

(continua)


30 giugno 2010

Donadoni si sfoga: con Lippi, l'Italia s'è persa

La vendetta (verbale) dell'ex CT bergamasco

 

 Defenestrato dalla Federazione per il fallimento di Euro 2008, Roberto Donadoni ai microfoni di Radio2 si prende una rivincita dopo il crollo dell'Italia di Marcello Lippi al Mondiale sudafricano. "Mi dispiace esclusivamente per i ragazzi, li conosco tutti, li ho allenati e questo mi amareggia. Le differenze tra me e Lippi? Diciamo che io sono più giovane... La mia Italia era tra il 5° e l'8° posto del ranking, ora non so dove sia...".

Donadoni non lancia nessuna frecciata contro Gianfranco Abete. Eppure, il presidente della FGCI non fece nulla a suo tempo per difenderlo dagli attacchi della stampa. Abete sembrò voler appena sopportare il neo-CT in qualità di semplice "traghettatore", attendendo il ritorno dell'amico suo Marcello Lippi.

Ricordiamolo: accettando l'incarico di Commissario Tecnico, Donadoni presentò fin da subito una Nazionale d'attacco; dopo due-tre amichevoli dai risultati deludenti, venne costretto coram populo a rinunciare ai suoi moduli e dovette tornare a quelli più difensivistici di Maldini senior, di Zoff, del Trap, dello stesso Lippi. I risultati sono ancora vivi nella mente di chi seguì Euro 2008.
Tuttavia, ai microfoni di Radio2 l'ex CT non si sbilancia verso il nostro "sistema calcio", non lo critica, limitandosi piuttosto a parlare degli aspetti più imminenti e più visibili riguardanti la massima rappresentativa azzurra.

"Tutti quelli che due anni fa portavano in pompa magna il nome di Lippi, mi riferisco in particolare a quasi tutta la stampa, ora gli sparano contro. Credo tutti debbano fare un esame di coscienza. C'è un'eccessiva tendenza a dimenticare. Le persone perbene ci sono ancora, ma dopo una sconfitta sono in tanti che mettono su delle belle maschere anche se non è Carnevale."

Donadoni sostiene che avrebbe portato Antonio Cassano ai Mondiali. "Avrei portato Antonio; del resto lo avevo portato anche agli Europei e non aveva mai dato alcun problema. Anzi, era quello che sapeva tenere alto il morale della squadra..."

L'ex tecnico della Nazionale e del Napoli ha toni amichevoli per la nuova guida tecnica della Nazionale, Cesare Prandelli. "L'ambiente della Nazionale non è un ambiente facile, ma Prandelli è esperto, ha carattere e personalità. Sono convinto che saprà fare bene. Adesso non bisogna fare i disfattisti. E' chiaro che ci sono dei problemi ma, in vista delle qualificazioni ai prossimi Europei, bisogna avere buon senso, programmare e lavorare. Ci sono anche in Italia giovani capaci. Bisogna consentire loro di fare esperienza internazionale e tenere viva l'attenzione su cose importanti e non solo guardare al gossip, che innesca dinamiche negative".


28 giugno 2010

Quando il tennis mostra le palle

Wimbledon 2010, ovvero: la madre dei cretini è sempre incinta

Il tennista romeno Victor Hanescu multato per aver sputato contro il pubblico
 

Non si sa con chi occorre prendersela: con quegli stupidi ubriachi che hanno offeso Hanescu, con l'arbitro mezzo rimbambito che non ha fatto nulla per farli allontanare definitivamente o con lo stesso tennista, che stava conducendo sull'avversario - il tedesco Daniel Brands - e, avvertendo un problema alla gamba, ha sperato che l'oscurità scendesse in fretta in modo che il match venisse interrotto. L'impressione generale era che Victor Hanescu avrebbe potuto stravincere senza quell'handicap fisico... e se solo avesse fatto orecchie da mercante e conservato i nervi.

Una cosa è certa: il resto del pubblico si è sentito, al pari dell'atleta romeno, disturbato dalle urla vacue di quei quattro giovani "tifosi". Mai, nella vetusta storia del torneo di Wimbledon, si era verificato un fatto del genere. Mai, in ben 133 anni, l'"hooliganismo" era entrato in quello che è il tempio per eccellenza di questo sport.

... Ma i tempi evidentemente stanno cambiando.

I tre inglesi e l'irlandese che componevano il quartetto assistevano alla partita che si stava svolgendo tra Hanescu e Brands quando hanno iniziato a rivolgere epiteti offensivi al primo.
Come mai solo a lui? Come mai non hanno insultato anche il tedesco? Sono forse stati "convinti" da qualcuno?
"Perdente!" "Pappamolle!" ("Loser!" "Weak!") hanno urlato al romeno mentre questi si faceva curare la gamba che gli procurava problemi. Gli stewards hanno allontanato i quattro, ma loro hanno proseguito con gli insulti all'indirizzo di Hanescu dalla zona che si trova dietro i posti a sedere.

"E' accaduto nel quinto set" ha spiegato lo stesso tennista. "Ho sentito un altro insulto nei miei confronti, stavolta da un'altra persona della folla. Ho perso i nervi e ho sputato. Sono un essere umano: anch'io posso sbagliare."

Oltre a sputare, il tennista ha pronunciato le parole "Fuck you". Poi ha volontariamente fatto fallo di linea, si è avvicinato all'arbitro per stringergli la mano (questi ha rifiutato il saluto), si è congedato dal suo avversario e ha abbandonato il rettangolo di gioco.

Per tale "scorrettezza", è stato multato per 15.000 sterline.

Fonte: The Italy Dispatch



 

Hanescu è un grande tennista (attualmente al 38simo posto della classifica mondiale), mi rammenta il grande Ilie Nastase, un mito degli Anni Settanta o, per andare più indietro, Ion Tiriac, che poi, in qualità di pittoresco allenatore, avrebbe portato Boris Becker ai livelli che sappiamo.
Dei recenti tennisti rumeni, voglio nominare anche Andrei Pavel, che ha dovuto ritirarsi nel 2009 per problemi alla schiena.
La Romania è una terra che sforna grandi sportivi. Certo, ai tempi del comunismo poteva produrre campioni su campioni in tutte le discipline, come a una catena di montaggio, mentre oggi i nomi di romeni internazionalmente noti sono molti di meno... E' un problema, del resto, anche dell'Italia e di tutti gli altri Paesi capitalisti: lo Stato non fa nulla per aiutare i ragazzi; soltanto i rampolli delle ricche famiglie possono permettersi di fare sport (!)... in special modo uno sport come il tennis, che richiede gravosi sforzi economici.

Dell'episodio occorso a Hanescu in una delle courtyards di Wimbledon si sta parlando tanto... eppure, non è minimamente paragonabile a quello, ben più clamoroso, accaduto durante gli U.S. Open dell'anno scorso e che ha visto come protagonista Serena Williams. La Williams si è arrabbiata senza essere stata minimamente provocata.
Ma che cosa è accaduto?
In un momento cruciale del match contro Kim Clijsters, una giudice di linea ha segnalato un fallo di piede della tennista di colore. La quale le si è avvicinata e... (vedi video).

Sempre agli U.S. Open, ma stavolta quelli del 2004, Serena Williams se l'era presa (a ragione, però!) con un'altra giudice di linea e pure con l'arbitro. Molto probabilmente, questi avevano ricevuto soldi da Jennifer Capriati; non si spiegano altrimenti le loro clamorose "sviste" a sfavore della Williams...



 


27 giugno 2010

Castellamare di Stabia fa gli onori a Quagliarella. E la Germania batte i Red Lions 4-1

C’erano almeno un migliaio di persone ad accogliere, con striscioni e applausi, Quagliarella, unico azzurro a non aver deluso le aspettative. Sugli striscioni, le scritte "Sei l'unico vincente" e "Lippi non merita le tue lacrime".


Incredibile! Eroicizzato a furor di popolo solo perché ha fatto il suo dovere! Ma così è l'Italia: in un gruppo di lavativi, colui che non lo è salta subito all'occhio e si guadagna la medaglietta d'oro o addirittura il titolo di Cavaliere del Lavoro.

Ora aspettiamo il nuovo CT Prandelli e speriamo che porti in maglia azzurra, permanentemente, oltre al sunnominato Quagliarella (che si è guadagnato i gradi sul campo), forti individualità del rango di Balotelli e Cassano. E io sarei anche per dare fiducia a Santon, "il nuovo Facchetti".
Però bisogna fare giocare questi ragazzi insieme, giocare, giocare. In qualche modo, occorre trovare il sistema per organizzare più partite della Nazionale.

 

Intanto, la truppa multiculti di J. Löw ("Löw" significa "leone") ha umiliato gli sdentati Red Lions di F. Capello.

 Thomas Müller, autore di una doppietta contro l'Inghilterra

Il coach italiano è tra i più pagati al mondo e domani i tabloid inglesi si scateneranno contro di lui, dopo che, alla vigilia del match, avevano alzato i toni contro la Germania ("Panzer"... "Vi schiacceremo come nella Seconda Guerra Mondiale..." e tutti gli altri slogan volgari e fuori luogo che sempre accompagnano questa storica sfida).
Dopo il 4-1 dei tedeschi, ho letto i commenti scritti dai cybernavigatori nostri connazionali. Non pochi di essi sono di questo tenore: "Capello, ben ti sta!" "Dove va un italiano, distrugge tutto quanto"... ecc.
Le critiche a Capello in effetti non sono ingiustificate. Guadagna 6 milioni di sterline all'anno ma propone un inflessibile 4-4-2, come se il 4-4-2 fosse una gran trovata in grado di sorprendere e stupire gli avversari. Il calcio moderno è fatto di ben altro: scambi di posizioni, terzini ed ali fluidificanti (a proposito: perché fare uscire Milner, che per 45 minuti è stata la spina nel fianco della difesa tedesca, e mettere sulla stessa fascia J. Cole, dai cui piedi non è mai partito alcun suggerimento per le punte?) e due centrali mobili in grado di fare non solo da suggeritori ma anche di interdire le azioni d'attacco degli avversari.
"Dove va un italiano, distrugge tutto quanto." Beh, forse non è proprio così (vedi l'ottimo lavoro di Trapattoni+Tardelli in Irlanda), ma certo i coach nostrani devono fare un update cognitivo e mettersi finalmente in testa che il catenaccio è un sistema improponibile. Basta con l'anti-calcio e le partite che fanno morire dal sonno!

Stasera, Argentina-Messico. La vincente di questo confronto affronterà la Germania ai quarti.


27 giugno 2010

Berlusconi e la bionda. Ma che fine ha fatto la bella Mariona?

Vi ricordate? Una anno fa un'attrice spagnola è volata da Barcellona in Italia solo per "incontrare" il nostro premier. "Mi chiamo Mariona Tena e sono più bella di Noemi. Voglio strappare a Berlusconi due baci... e magari un lavoro in tivù." Era solo una montatura di Misexta TV, ma i media italiani ci sono cascati... anche se non hanno saputo rendere le vere generalità della ragazza.

 

 

La bella Mariona ha conquistado a Il Cavaliere... ¿Quieres descubrir cómo? Questo il link al video (Youtube).

Mariona Tena è celebre tra l'altro per aver recitato in Valérie - Diario di una ninfomane. Dunque, chi meglio di lei si presterebbe a diventare il nuovo trallusto di Berlusconi? Peccato che Noemi è stata più veloce, e ora a quanto pare è spuntata anche "la bionda"...

 No, questo è lo slip di Belén Fabra, non di Mariona... Nel celebre film-scandalo (soprattutto per via della locandina!), la Tesa ricopre un ruolo secondario. L'attrice oggi recita preminentemente in sceneggiati televisivi.

 Federica Gagliardi, la "stagista" che ha accompagnato il Presidente del Consiglio al G8 di Toronto.

Pochi giorni fa, Berlusconi ha detto al Primo Ministro bulgaro Boris Borisov: “Sai Boris, ho la fila di donne che mi vogliono sposare e si capisce: ho la grana, non sono scemo e tutte pensano che io muoia presto. Ma non mi arrendo! Mi piacerebbe farmi da parte, visto che ho una villa splendida ad Antigua e una barca alle Bahamas e sono 8 anni che non me le posso godere...”.

E mezz'Italia ha esclamato, come un solo uomo: "Ma fatti da parte per davvero, una buona volta! Vattene! Sparisci!"

 

 


25 giugno 2010

Il sogno assurdo

Ho fatto un sogno assurdo.

Ho sognato che era il 2010, al governo c'era ancora Berlusconi e la nostra Nazionale di calcio veniva eliminata da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia.

Ahahahah! Immagina un po' tu!

Ora accendo il computer e... ehi, ma cosa scrivono i giornali?  

Italia, che vergogna!
Fuori e ultima nel girone

Azzurri battuti 3-2 dalla Slovacchia: non uscivano al primo turno dal '74

 

Mafia pizza e mandolino

Johannesburg, ieri sera alle 18:30. "Mi assumo completamente le responsabilità di tutto, delle scelte e di come ho schierato questa squadra in queste tre partite."
A pronunciare tali parole è Marcello Lippi, CT (ormai ex) della Nazionale italiana di calcio e padre di Davide.
Vabbe', Lippi, ora parli così; ma che ce ne facciamo noi delle tue scuse? Te lo avevamo detto, no, che dovevi portare in Sudafrica ben altri giocatori e non questi nonnetti cotti e questi quattro giovani raccomandati? Invece hai voluto fare il testardo, te ne sei fregato dei numerosi tifosi (molti dei quali lavorano per 1000 euro al mese o anche meno e avrebbero dunque se non altro il diritto di divertirsi guardando le partite degli Azzurri) e hai colto l'occasione per regalare una lussuosa vacanza-premio ai protegé del tuo spermium.
Lippi, ascolta il consiglio che ti dà un tuo connazionale: prendi il primo aereo per gli Emirati Arabi (oppure vacci con il tuo yacht) e non farti vedere mai più in Italia. Il tuo nome ormai è divenuto sinonimo di esimia testa di cazzo. Non ci credi? Fatti un girettino per i bar o per le websites in cui si parla la lingua di Dante...

 

Scrive Fabrizio Bocca su La Repubblica: "Peggio della Corea. La più brutta Nazionale di sempre".

"Nel girone più facile dei mondiali sudafricani abbiamo ottenuto due pareggi con Paraguay e Nuova Zelanda e perso con la Slovacchia. Chiudiamo dunque ultimi in classifica. Non è un fallimento, è uno sprofondo azzurro imputabile a tanti. In questi casi non deve pagare una sola persona, il ct nella fattispecie, devono dimettersi tutti: a cominciare dai vertici della federazione, primo fra tutti il presidente Abete, che questa spedizione ha guidato. E' stata una delle più brutte nazionali di sempre. Anzi la più brutta." (Link all'articolo)


 


24 giugno 2010

Beppe Grillo a SkyTV. Come ci vedono all'estero? Ci vuole una rivoluzione!

"Leader? Non sono leader di niente, non voglio essere leader di niente, non se ne esce! Qui non è questione di riforme, qui bisogna fare una rivoluzione. Rivoluzione è una parola che mi fa paura solo dirla, ma una rivoluzione vera...

... sono andato a Londra, sono stato ricevuto, un’accoglienza straordinaria, la Bbc, l’università, Oxford, pensi un po’ la differenza che c’è tra noi e gli inglesi, per esempio mi ha ricevuto il Ministro dell’energia, una signora gentilissima, facciamo un’intervista, finita l’intervista si rivolge all’interprete e dice: chieda al Signor Grillo se ha ancora 5 minuti del suo prezioso tempo da dedicarmi, un Ministro che dice questo, non ci ho più visto e ho detto: non ce li ho 5 minuti Ministro, al massimo 3!

Referendum FIAT? Uno Stato che si definisca tale non avrebbe mai permesso di fare un referendum per dire: o lavorate senza diritti o morite di fame, questo è uno Stato morto.



 

Non parliamo poi della FIAT che è morta da 10 anni, 20, l’automobile è morta, la FIAT ha delocalizzato l’automobile da quando sono andati via i primi amministratori delegati che facevano automobili, sono entrati i banchieri, speculatori, hanno tramutato l’azienda in una finanziaria...

… il ritardante Fini si è accorto dopo 15 anni che la Padania non esiste e risponde il perito elettrotecnico della scuola radioelettra Bossi che dice: no, esiste perché l’ho fatta io… esisteva prima delle cazzate di Bossi o dopo le cazzate di Bossi? Questo è un problema che secondo me non si può risolvere così dato lo spessore o la gravità di cui parlano i telegiornali oggi. Andiamo su certe cose che uno dice: forse è un problema di sanità mentale...


22 giugno 2010

Spot con De Rossi, per la serie: i soliti italiani

Noi italiani? Ci facciamo sempre riconoscere

C’è chi dice "meglio ridere che piangere", e Daniele De Rossi, centrocampista della Roma e della Nazionale italiana, sembra pensarla proprio così.

Durante le riprese di uno spot per il Mondiale in Sudafrica, mentre i colleghi Rooney (attaccante inglese), Messi (Barcellona e Nazionale Argentina), An Chol-Hyok (attaccante nordcoreano), l'olandese dell'Inter Sneijder e altri riescono a incrociare le braccia e fare la faccia seria, lui, il nostro Daniele, ride, e lo fa per ben due volte. Forse c’era qualcuno che, dietro le quinte, apposta non lo faceva stare serio, ma una cosa è certa: l’attaccante romanista dimostra qual è il problema di fondo degli abitanti del Belpaese.

Ma a noi Daniele piace così: con un pallone tra i piedi e non davanti a una telecamera. E ci piace ancora di più se continua a fare goal. Perché, va ricordato, senza il suo zampino­-portafortuna contro il Paraguay e se non si fosse lasciato cadere nell'area di rigore della Nuova Zelanda (inventandosi un rigore inesistente), gli Azzurri adesso sarebbero ultimi nel loro girone.


20 giugno 2010

E' morto Roberto Rosato

Oggi contro la Nuova Zelanda gli Azzurri giocheranno con il lutto al braccio per la morte di Roberto Rosato, storico stopper e centrocampista del Milan e della Nazionale. Aveva 67 anni e da dieci era malato di cancro.

  

Nato a Chieri (TO) nel 1943, Rosato crebbe nelle giovanili del Torino e in maglia granata giocò sei stagioni in Serie A (1960/1966) prima di passare al Milan guidato dal "patron" Nereo Rocco. Con i Rossoneri vinse uno scudetto, quattro Coppe Italia, una Coppa dei Campioni, una Coppa Intercontinentale e due Coppe delle Coppe.  

Con la maglia della Nazionale si laureò campione d'Europa nel 1968 e vice-campione del mondo ai Mondiali di Messico '70, quando venne definito il miglior stopper del torneo. Fu tra i protagonisti di Italia-Germania 4-3 per un salvataggio sulla linea determinante e disputò anche la finale persa 4-1 contro il Brasile di Pelè.

Ciao, "Faccia d'Angelo".


16 giugno 2010

Prima vera sorpresa del Mondiale: Spagna-Svizzera 0-1

Aunque la mona se vista de seda, mona se queda.
("Anche se una scimmia si veste di seta, resta una scimmia.")

 Fernando Torres in Spagna-Svizzera 0-1. Le "Furie Rosse" sono state matade al loro esordio nel Mondiale del Sudafrica. Hopp Schwiiz!

Stupenda prestazione di tutti gli elvetici, in primis del loro numero uno Benaglio (che a livello di club difende la porta del Wolfsburg, nella Bundesliga).

Il vantaggio della Svizzera arriva con Fernandes (giocatore di origine spagnola?!? No: capoverdiane). A una decina di minuti dalla fine, i rossocrociati colpiscono addirittura il palo con un tiro dell'attaccante turco-elvetico Derdiyok (anche lui di stanza in Germania). E sul forum di it.eurosport.yahoo.com arrivano questi due messaggi:


"Siamo Italiani che lavorano in un ufficio a Lugano. Forza Spagna, vi prego non fate vincere questi mungimucche elvetici."

"Vivo in Spagna e mi fa piacere vedere che in Italia si tifi per la Svizzera, perchè sti "toreritos" del ciufolo non perdono mai occasione per criticare l'Italia. Forza Svizzera."


11 giugno 2010

In Sudafrica la gente brucia per strada

Torce umane. La guerra dei poveri. La caccia agli immigrati. E c'è anche un genocidio di cui nessuno parla: quello dei bianchi.

Eccoci qui. La cerimonia d'apertura del Campionato del Mondo di calcio sembra entusiasmare, unendola in un ideale abbraccio, l'intera nazione sudafricana. 700 euro il costo di un biglietto (ma a comprarlo presso un bagarino questa cifra arriva a triplicarsi): sono tanti soldi; tanti, quanti ne servono a una famiglia per sopravvivere diversi mesi. L'assordante rumore dei "vuvuzelas" preannuncia, in un carosello di colori, la prima partita del torneo: Sudafrica-Messico, con la squadra di casa ("Bafana Bafana", ovvero "i ragazzi") che è imbattuta da ben 12 partite. I reporter si sguinzagliano nei quartieri centrali delle città - ben pochi di loro si avventurano nelle desolate periferie e praticamente nessuno arriva a spingersi nelle sterminate baraccopoli -, la gente risponde gentilmente e piena di felicità alle domande di costoro, bianchi e neri esprimono in un buffo inglese la fierezza di essere sudafricani... Insomma, sembra un sogno.

E infatti lo è. Appena oltre i muri di recinzione e oltre gli occhi guardinghi dei poliziotti (che stanno attenti persino a che i cittadini nelle interviste non parlino male del loro Paese), c'è una vera e propria guerra. Guerra tra caste, guerra tra gli stessi poveri; una guerra che per giunta è carica di motivazioni razziste.

 Quest'uomo è stato salvato all'ultimissimo momento dalla polizia. Forse sopravviverà. Giace a terra circondato dai fotoreporter al Reiger Park di Johannesburg, dove è stato assalito da una folla inferocita.

 Mentre le forze dell'ordine cercano di mettere ordine nel caos, questo ragazzo si allontana trasportando a mano i suoi pochi averi.

 Come sopra. La regola è: si salvi chi può.

 Un facinoroso che affila il suo machete, pronto a usarlo contro gli stranieri. Il Sudafrica è terra di immigrazione, e proprio gli immigrati sono le prime vittime della rabbia cieca della popolazione, una rabbia che sorge dalla fame e dalle ingiustizie.   

E' carina, anche se semplice e a-tecnologica, la festa d'inaugurazione al Soccer City Stadium di Johannesburg. Del resto non dobbiamo dimenticare che è la prima volta che un mondiale di calcio si svolge nel Continente Nero: l'evento è dunque di per sé di un'importanza notevole, addirittura storica. Purtroppo però, tutt'intorno alla manifestazione sono già accaduti parecchi episodi spiacevoli ai danni di giornalisti (cinesi, portoghesi, spagnoli... assaliti per strada da bande di ladri) e tra gli stessi tifosi di calcio.

Le tensioni sociali e la tendenza a derubare, ferire, uccidere, sono ormai radicati nella società sudafricana, dopo decenni e decenni di Apartheid e per colpa della nuova classe politica, che si occupa più di arricchire se stessa che di appianare e livellare il gap tra le caste sociali. Leggi, a questo proposito: "Appunti sul Sudafrica violento" (2000), "Sudafrica, le radici della violenza" (2006), "Il Sud Africa ha già perso" (2010).

E, su Google News, le notizie attuali sulle violenze che vengono perpetrate in quel Paese.

 

 Nelson Mandela. L'ex presidente sudafricano, Premio Nobel per la Pace e leader del movimento anti-Apartheid, non ha potuto partecipare all'inaugurazione del Campionato del Mondo a causa della morte di una sua bisnipote. Ieri sera, infatti, la 13enne Zenani Mandela è perita in seguito a un incidente d'auto dopo aver lasciato il concerto che ha aperto a Soweto, alla periferia di Johannesburg, le celebrazioni per il grande evento sportivo. La ragazza viaggiava insieme all'ex moglie di Nelson Mandela, Winnie. Arrestato l'autista della vettura perché ubriaco. Iniziano dunque sotto una cattiva stella i Mondiali di Calcio 2010...

 


8 giugno 2010

Crocerossina impettita, ma 'ndo vai...

... se la banana non cce ll'hai?


La 46enne "statuaria" che ha fatto girare la testa al Cavaliere ("Scembra mia moglie Veronica, sciolo più giovane e più alta...") è stata scelta apposta per farla sfilare alla Festa della Repubblica; "dopo un addestramento di 10 giorni", come ci informa il Corriere della Sera.

Dal raffronto delle foto, è evidente che lei e l'ex signora Berlusconi si sono servite dello stesso chirurgo plastico.

Serafino Massoni, preside in pensione, non può esimersi dal commentare anche questo evento in uno dei suoi video politico-filosofici. E ci rivela, quasi en passant, gli scandali all'interno della Croce Rossa... e non solo.

 

Date una crocerossina pure a me perché sto mmaaaale!


3 giugno 2010

Formidabile Francesca Schiavone

La leonessa milanese conquista la finale del Roland Garros, uno dei tornei del Grande Slam

 

La russa Elena Dementieva si ritira a causa di problemi fisici dopo aver perso 7-6 il primo set: e Francesca Schiavone scrive la storia conquistando la finalissima del Roland Garros. Un'impresa storica per la leonessa milanese che ora attende Samantha Stosur, che ha schiantato la Jankovic con l'inoppugnabile punteggio di 6-1 e 6-2.

La nostra portacolori è sembrata fin da subito un po' più in palla rispetto all'avversaria e probabilmente avrebbe vinto comunque questa semifinale. Nel match precedente, Francesca era riuscita nell'impresa di battere la danese Wozniacki, n° 3 del mondo.

Grazie alla Schiavone, il tennis italiano torna ai massimi livelli. Dopo le due Federation Cup, un altro vanto per le nostre ragazze con la racchetta.

Tanti, tanti anni fa, un certo Adriano Panatta trionfò a sorpresa proprio al Roland Garros...


2 giugno 2010

Mondiali: questi i numeri degli Azzurri

Lista completa dei 23 convocati dell'Italia per i Mondiali, con i numeri di maglia.

1 - Gianluigi Buffon (Juve)
2 - Christian Maggio (Napoli)
3 - Domenico Criscito (Genoa)
4 - Giorgio Chiellini (Juve)
5 - Fabio Cannavaro (Juve)
6 - Daniele De Rossi (Roma)
7 - Simone Pepe (Udinese)
8 - Rino Gattuso (Milan)
9 - Vincenzo Iaquinta (Juventus)
10 - Antonio Di Natale (Udinese)
11 - Alberto Gilardino (Fiorentina)
12 - Federico Marchetti (Cagliari)
13 - Salvatore Bocchetti (Genoa)
14 - Morgan De Sanctis (Napoli)
15 - Claudio Marchisio (Juventus)
16 - Mauro German Camoranesi (Juventus)
17 - Angelo Palombo (Sampdoria)
18 - Fabio Quagliarella (Napoli)
19 - Gianluca Zambrotta (Milan)
20 - Giampaolo Pazzini (Sampdoria)
21 - Andrea Pirlo (Milan)
22 - Riccardo Montolivo (Fiorentina)
23 - Leonardo Bonucci (Bari).


31 maggio 2010

Il ritorno di Jimmy Jump!

Oslo 2010: Eurofestival. Durante l'esibizione della Spagna (seconda concorrente nella lunga lista di nazioni partecipanti alla gara canora), uno strano tipo fa irruzione sul palco, improvvisando una coreografia con i ballerini e con il cantante, prima di essere allontanato dalle guardie.

Trattasi del celebre streaker noto come Jimmy Jump. E' già apparso al Gran Premio di Barcellona di Formula 1 e poi durante la finale dell'Europeo di calcio tra Portogallo e Grecia.

Un altro invasore che ha raggiunto grande fama è Mark Roberts, che ha fatto dello streaking un vero lavoro (questo il suo sito, in inglese).

  

  

                                

Un'ottima pagina web in italiano, contenente informazioni su questi bizzarri tipi, è "STREAKERS - Folli Invasori". Buona lettura!

 

 


26 maggio 2010

Mou lascia Milano. L'abbraccio tra le lacrime con Materazzi


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24 maggio 2010

Alcatraz Web TV

Jacopo Fo ed Eleonora: due cuori e una webcam

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<< Ecco la tv del futuro, miracoli della tecnologia, è facilissimo gestirla e funziona alla grande. Puoi trasmettere in diretta e chi si collega può chattare, puoi andare a vedere l’archivio delle puntate precedenti e puoi fare un palinsesto e mandarlo in onda “on demand” per tutto il giorno. Insomma una tv.
C’è la chat, c’e' la possibilita' di far vedere disegni in diretta, pubblicare contemporaneamente testi sul blog, collegare una persona al telefono o in video. Puoi persino collegarti direttamente con un videofonino. Bestiale! La diretta interattiva, con le persone che ti scrivono messaggi e ti telefonano è una dimensione molto divertente e emozionante. Molto di più che limitarsi a mettere articoli sopra un blog o video su You Tube. Ci stiamo divertendo in modo eccessivo.
Tutti i giorni, tendenzialmente, ci collegheremo alle 12,30 (Programma a sorpresa), alle 18,30 ('Solo cose belle news', direttamente dal gruppo Facebook "Io mi faccio di dopamina") e alle 21, informazione e gruppi creativi sovversivi. E' un appuntamento tendenziale perché essendo in due a gestire il programma potrà capitare che non si possa andare on line. Una tv piena di suspance...
>>

 


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23 maggio 2010

Inter: dove nessuno è mai arrivato

Dove nessuno è mai arrivato


                                                         L'Inter festeggia: è Campione d'Europa!


Diego Milito stordito di gioia: ha siglato la doppietta più importante della sua vita

 


            Estadio Bernabéu, Madrid, sabato 22 maggio 2010: chi c'era, non dimenticherà mai


                     La squadra 2009-2010, che ha conquistato il "triple"


23 maggio 2010

Apoteosi Inter

2-0 con doppietta di Diego Milito: l'apprendista stregone (Mourinho) supera il Gran Maestro (van Gaal).
"Colpo triplo" dei Nerazzurri (scudetto, Coppa Italia e Champions League in una sola stagione!) e Massimo Moratti che si ritrova a ricalcare le orme di papà Angelo a distanza di 45 anni.



[All pictures © REUTERS]


 

Bernabéu gremito. E' lo stadio in cui, con molta probabilità, José Mourinho lavorerà a cominciare già dalle prossime settimane; perciò, per lui è come un preludio lussuoso, un esercizio di respirazione; respirerà aria di grandeza madrileña: lo attende il Real...
Tuttavia, l'allenatore portoghese non vuol lasciare l'Inter senza aver prima compiuto fino in fondo il suo dovere. E ci riesce brillantemente, forte di una truppa davvero eccezionale di professionisti della pedata ma, soprattutto, di ben amalgamati amici.

Il Bayern si schiera in campo attendendosi stupidamente un'Inter catanecciara... E', questo, uno dei due grandi errori che commettono i tedeschi. L'altro sarà fare entrare nel secondo tempo Klose al posto dell'eccellente Altintop anziché per l'invisibile punta unica Olic.
Al contrario del suo ex insegnante, "Mou" azzeccherà i pochi, scontati cambi che saranno ncessari per portare a casa il successo.



Vincendo questa finale, l'Inter ha in qualche modo vendicato anche la Fiorentina, che, come ricorderete, dal doppio confronto con il Bayern München era uscita perdente (dovendo quindi dire prematuramente addio alla prestigiosa competizione continentale). Se la Viola non ce l'ha fatta, è stato più per colpa degli arbitri che per merito degli avversari. In una dimensione parallela in cui regnasse davvero la giustizia, chissà, la finale avrebbe potuto essere Inter-Fiorentina...


Moratti: "Emozione sensazionale"

Ma non c'è tempo né spazio per le speculazioni. Per i sogni, invece, sì. E' un'atmosfera quasi irreale e - appunto - onirica quella che caratterizza l'Estadio Bernabéu di Madrid mentre vengono lette le formazioni. L'Inter giocherà con Chivu terzino sinistro (Facchetti!), Zanetti in un ruolo che potremmo definire "mediano di spinta" (Bedin! o Bertini!) e Pandev esterno sinistro (o ala sinistra: Mariolino Corso!). Il mito nerazzurro, con passato e presente accorpati sotto le stelle della Meseta, freme, fluisce e si libra sull'onda dei colori societari che riempiono più o meno metà dell'imponente arena.
L'altro 50% circa degli spalti si è tinto invece del rosso-e-bianco del Bayern.


Club solido, quello presieduto da Karl Rummenigge (ex Inter!) e che vede come presidente onorario il leggendario "Kaiser", al secolo Franz Beckenbauer. Al contrario di Karl, che proviene dal Nord Reno-Westfalia e che per i bavaresi è perciò quello che per i nostri meridionali equivale a un "polentone", Franz è bayerisch nel cuore e nell'anima. Ai microfoni di Sat1, l'emittente che ha i diritti per trasmettere la partita in Germania, Franz Beckenbauer rammenta, biascicando nel modo tipico dei bavaresi, che l'Inter, "come tutte le squadre italiane, ama fare il muro" e che il compito più arduo per la squadra di Monaco sarà appunto di sfondare tale barriera difensiva.
Siamo alle solite: i tedeschi si lasciano accecare dai luoghi comuni, credono solo a ciò che vogliono credere, tendono a inquadrare gli italiani nel compartimento erroneo del loro cervello a patata... Risultato: i "mangiaspaghetti" sgusciano tra le loro maglie e vincono! (E' già capitato innumerevoli volte a livello di nazionali.)


 

Sì, il Bayern München ha peccato di arroganza nei giorni, anzi nelle settimane precedenti alla finale madrilena. Tante chiacchiere si sono consumate, tanti falsi preconcetti si sono creati, rendendo l'attesa snervante. Aizzati da tabloid semi-fuorilegge come la Bild Zeitung, l'allenatore, i giocatori e i dirigenti della società di Monaco di Baviera non hanno fatto altro che sottolineare la propensione al "catenaccio" dell'Inter e quella all'"attacco" dello stesso Bayern. Parecchio disturbanti sono risultate soprattutto certe dichiarazioni di Louis van Gaal, il tecnico olandese, il quale ha cercato di soggezionare a distanza l'arbitro con frasi del tipo: "Moltissimo dipende dalla conduzione di gara dell'Imparziale. Una singola decisione sbagliata può compromettere fatalmente il punteggio". Con questa tattica psicologica da strapazzo, van Gaal cercava anticipatamente di tirare dalla propria parte il fischietto designato...
Per fortuna, l'inglese Webb si è dimostrato perfettamente all'altezza dei suoi compiti. Alla fine dei 90 minuti, i bavaresi non possono recriminare alcunché, con l'eccezione, forse, di un mani in piena area di Maicon. (D'altronde, sull'altro piatto della bilancia c'è qualche duro fallo di troppo a opera di Bommel, magnanimamente graziato dalla terna arbitrale.)

[All pictures © REUTERS]

Conseguenza di tanta "guerra dei nervi", che alla fin fine ha finito per avere un effetto-boomerang: per 35 minuti, vale a dire dal fischio d'inizio al primo goal di Milito, i bavaresi sono rimasti pressoché imbambolati, sorpresi dalla padronanza tecnico-tattica dell'Inter. Insomma, sono saltati fuori tutti i difetti, tutte le Macken del Bayern; in primis, la mentalità da eterna provinciale, da zia di campagna eccessivamente sparagnina e che moralizza a vuoto (rimproverando alle vicine vezzi e vizi che lei medesima possiede). Quale altro club si periterebbe di schierare un paio di talenti privi di esperienza - Badstuber e Müller - in una finale di Champions League e contro un avversario del calibro dell'Inter?!?
I Nerazzurri fanno quasi quel che vogliono, si prendono il lusso di ridurre al minimo il possesso palla, premono e nel contempo corrono, affondano... lasciando ai tedeschi ben poche possibilità di mettersi in luce (dove sono Schweinsteiger, Olic, Lahm? soltanto il turco Altintop sa rendersi pericoloso in un'occasione o due).
Ed ecco che, alla prima opportunità che gli si presenta, il nostro "Principe" invita di testa Sneijder a fargli da sponda, si scrolla di dosso le guardie del corpo e appoggia in rete con tocco vincente.

Questo è vero calcio: un gioco lineare, concreto, dove si bada al sodo. Per tutta la partita, l'attaccante argentino avrà tirato in porta due volte, al massimo due e mezza. E ha realizzato una doppietta!

Il commentatore di Sat1 affoga nella bile, si scatena contro il club italiano, reo, a suo dire, di chiudersi in difesa...
In effetti qualcosina di vero c'è: dal 35' al 45' si assiste a un'Inter che pare accontentarsi dell'1-0, con il Bayern che spinge (sterilmente però) alla ricerca del pareggio. Eppure, anche in questa fase sono gli interisti a sfiorare più spesso il goal...

La tivù tedesca è indigesta. Bisogna cambiare canale. Molto meglio ORF, l'emittente statale austriaca. Lì abbiamo l'onore di avere in studio, come co-commentatore, Herbert Prohaska, stella interista per un breve ma intenso scampolo degli Anni Ottanta. Prima del match, Prohaska ha pronosticato un 1-0 per il club italiano e, mentre i giocatori si trovano negli spogliatoi aspettando la ripresa, lui si gongola, con le tipiche, profonde vocali ostrogote: "Probabile che il risultato rimanga così e che io ci azzecchi in pieno...".
La sua simpatia è riservata palesemente all'Inter. Di contro, il commentatore austriaco "in campo" è - ovvio - dalla parte dei bavaresi e ogni tanto anche lui scivola, come i colleghi tedeschi, nel cliché del "calcio maccheronico". Ma in complesso si riscontra molta più obiettività in Austria che non in Germania.


Il futuro... è già oggi

Durante la pausa ci si attendeva che van Gaal strigliasse e spronasse i suoi, e infatti qualcosina in più il Bayern ad inizio di secondo tempo la fa vedere. In generale però i tedeschi appaiono troppo compassati. Inoltre, si trovano di fronte un'Inter disciplinatissima e furba che sembra la replica di quella di Helenio Herrera: difesa perfetta, ripartenze da manuale e un centravanti superbo pronto a stoccare una seconda volta. 2-0, e a questo punto nessuno ha più dubbi sulla conquista del trofeo da parte dei Nerazzurri.

La nostra squadra ha giocato "la" partita perfetta ed è parere concorde che Milito si meriti il Pallone d'Oro.

Complimenti Inter, conquistadora della più importante coppa europea. E complimenti ai numerosi tifosi arrivati dall'Italia che hanno colorato il Bernabéu vincendo la sfida del tifo contro i tedeschi (pittoreschi ma in maniera meno gioiosa).

Al fischio finale corrisponde il tripudio dei fans nerazzurri e l'invidia, il livore, la frustrazione dei miseri "gufi", ossia di quei nostri connazionali che, nel corso della magica serata, hanno tifato contro. (Ma consoliamoci: le cose vanno così anche fuori del nostro Paese. In Germania non sono pochi coloro che augurano sempre al pluridecorato e ricco F.C. Bayern di perdere. Beh, per una volta tanto sono stati accontentati.)

Il pianto irrefrenabile di Mourinho in appendice ai 90 minuti si può interpretare in tanti modi: felicità, sfogo liberatorio dopo le polemiche e le accuse - anche pesanti - nei suoi confronti, oppure un umanissimo tributo alla fortuna. Sì, perché per arrivare a conseguire tanti e tali successi occorre non solo bravura, ma anche un pizzico, a volte due, di buena suerte. Comunque sia, Madama Fortuna è fondamentalmente una signora, e le signore non si accompagnano agli indegni, agli immeritevoli.

Ciao José... e grazie per il tuo soggiorno a Milano.

Grazie soprattutto Grande Inter; e non soltanto per il successo arcimeritato. Hai riscattato, attraverso lo sport più popolare in assoluto, l'immagine dell'Italia nel mondo, restituendoci un momento di sano orgoglio nazionale.

Capitan Zanetti (700sima presenza!) corona una militanza speciale con la maglia a strisce nere e azzurre: "E' un'emozione unica, inseguivo questa coppa da 15 anni e arriva proprio nel momento migliore della mia carriera".
Gli fa eco Cambiasso: "E' la vittoria del gruppo".



 

E adesso... tutti in vacanza! Anche perchè i mondiali sudafricani saranno per noi brevi e - urca! - tutt'altro che indolori.


 

[All pictures © REUTERS]



Bayern-Inter 0-2


Bayern: Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, Altintop (18' st Klose); Müller, Olic (29' st Gomez).
A disp: Rensing, Gorlitz, Contento, Pranjjic; Tymoschuk.
All. Van Gaal.

Inter: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (21' st Stankovic); Zanetti, Cambiasso; Pandev (33' st Muntari), Sneijder, Eto'o; Milito (45' st Materazzi).
A disp: Toldo, Cordoba, Mariga, Balotelli.
All. Mourinho.


Arbitro: Webb (Inghilterra).
Marcatore: 35' pt Milito, 25' st Milito.


Note: ammoniti Demichelis, Chivu, Pandev, Van Bommel.


 

[All pictures © REUTERS]


 

Peter Patti, 22-23/5/2010


 


22 maggio 2010

Inter-Bayern, probabili formazioni


.......

Madrid, Estadio Santiago Bernabéu, ore 20.45. Arbitro: Howard Webb (Inghilterra).

 

Entrambe le squadre giocheranno con un modulo 4-2-3-1 molto "flessibile". Quello dell'Inter tende a trasformarsi in 4-4-2, mentre ai bavaresi piace disporsi in un 4-5-1.

  Inter Milan:

Julio Cesar
Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (Zanetti)
Cambiasso,  Zanetti (Balotelli)
Pandev, Sneijder, Eto'o
Milito.


 Bayern Munich:

Butt
Lahm,  Van Buyten, Demichelis, Badstuber (Contento)
Van Bommel, Schweinsteiger
Robben, Müller, Altintop
Olic.

 


22 maggio 2010

Maria Luisa Busi si è dimessa dal TG1

Con un discorso corretto ed equilibrato, l'annunciatrice più nota d'Italia si è dimessa.  La sua accusa a Minzolini: "Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il paese reale?"

"Caro direttore,

ti chiedo di essere sollevata dalla mansione di conduttrice dell'edizione delle 20 del TG1, essendosi determinata una situazione che non mi consente di svolgere questo compito senza pregiudizio per le mie convinzioni professionali. Questa è per me una scelta difficile, ma obbligata. Considero la linea editoriale che hai voluto imprimere al giornale una sorta di dirottamento, a causa del quale il TG1 rischia di schiantarsi contro una definitiva perdita di credibilità nei confronti dei telespettatori.

Come ha detto il presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli: 'la più grande testata italiana, rinunciando alla sua tradizionale struttura, ha visto trasformare, insieme con la sua identità, parte dell'ascolto tradizionale'.

Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. È stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l'informazione del TG1 è un'informazione parziale e di parte. Dov'è il paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d'Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perchè negli asili nido non c'è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l'onore di un nostro titolo. E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell'Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del Nord Est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov'è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell'Italia esiste. Ma il TG1 l'ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel TG1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.

L'Italia che vive una drammatica crisi sociale è finita nel binario morto della nostra indifferenza. Schiacciata tra un'informazione di parte - un editoriale sulla giustizia, uno contro i pentiti di mafia, un altro sull'inchiesta di Trani nel quale hai affermato di non essere indagato, smentito dai fatti il giorno dopo - e l'infotainment quotidiano: da quante volte occorre lavarsi le mani ogni giorno, alla caccia al coccodrillo nel lago, alle mutande antiscippo. Una scelta editoriale con la quale stiamo arricchendo le sceneggiature dei programmi di satira e impoverendo la nostra reputazione di primo giornale del servizio pubblico della più importante azienda culturale del Paese. Oltre che i cittadini, ne fanno le spese tanti bravi colleghi che potrebbero dedicarsi con maggiore soddisfazione a ben altre inchieste di più alto profilo e interesse generale.

Un giornalista ha un unico strumento per difendere le proprie convinzioni professionali: levare al pezzo la propria firma. Un conduttore, una conduttrice, può soltanto levare la propria faccia, a questo punto. Nell'affidamento dei telespettatori è infatti al conduttore che viene ricollegata la notizia. È lui che ricopre primariamente il ruolo di garante del rapporto di fiducia che sussiste con i telespettatori.

I fatti dell'Aquila ne sono stata la prova. Quando centinaia di persone hanno inveito contro la troupe che guidavo al grido di 'vergogna!' e 'scodinzolini!', ho capito che quel rapporto di fiducia che ci ha sempre legato al nostro pubblico era davvero compromesso. È quello che accade quando si privilegia la comunicazione all'informazione, la propaganda alla verifica."

Nella lettera a Minzolini, Busi tiene a fare un'ultima annotazione "più personale":

"Ho fatto dell'onestà e della lealtà lo stile della mia vita e della mia professione. Dissentire non è tradire. Non rammento chi lo ha detto recentemente. Pertanto:

1) respingo l'accusa di avere avuto un comportamento scorretto. Le critiche che ho espresso pubblicamente - ricordo che si tratta di un mio diritto oltre che di un dovere essendo una consigliera della FNSI - le avevo già mosse anche nelle riunioni di sommario e a te, personalmente. Con spirito di leale collaborazione, pensando che in un lavoro come il nostro la circolazione delle idee e la pluralità delle opinioni costituisca un arricchimento. Per questo ho continuato a condurre in questi mesi. Ma è palese che non c'è più alcuno spazio per la dialettica democratica al TG1. Sono i tempi del pensiero unico. Chi non ci sta è fuori, prima o dopo.

2) Respingo l'accusa che mi è stata mossa di sputare nel piatto in cui mangio. Ricordo che la pietanza è quella di un semplice inviato, che chiede semplicemente che quel piatto contenga gli ingredienti giusti. Tutti e onesti. E tengo a precisare di avere sempre rifiutato compensi fuori dalla Rai, lautamente offerti dalle grandi aziende per i volti chiamati a presentare le loro conventions, ritenendo che un giornalista del servizio pubblico non debba trarre profitto dal proprio ruolo.

3) Respingo come offensive le affermazioni contenute nella tua lettera dopo l'intervista rilasciata a Repubblica, lettera nella quale hai sollecitato all'azienda un provvedimento disciplinare nei miei confronti: mi hai accusato di 'danneggiare il giornale per cui lavoro', con le mie dichiarazioni sui dati d'ascolto. I dati resi pubblici hanno confermato quelle dichiarazioni. Trovo inoltre paradossale la tua considerazione seguente: 'il TG1 darà conto delle posizioni delle minoranze ma non stravolgerà i fatti in ossequio a campagne ideologiche'. Posso dirti che l'unica campagna a cui mi dedico è quella dove trascorro i week end con la famiglia. Spero tu possa dire altrettanto. Viceversa ho notato come non si sia levata una tua parola contro la violenta campagna diffamatoria che i quotidiani Il Giornale, Libero e il settimanale Panorama - anche utilizzando impropriamente corrispondenza aziendale a me diretta - hanno scatenato nei miei confronti in seguito alle mie critiche alla tua linea editoriale. Un attacco a orologeria: screditare subito chi dissente per indebolire la valenza delle sue affermazioni. Sono stata definita 'tosa ciacolante - ragazza chiacchierona - cronista senza cronaca, editorialista senza editorialì' e via di questo passo. Non è ciò che mi disse il Presidente Ciampi consegnandomi il Premio Saint Vincent di giornalismo, al Quirinale. A queste vigliaccate risponderà il mio legale.

Ma sappi che non è certo per questo che lascio la conduzione delle 20. Thomas Bernhard, in Antichi Maestri, scrive decine di volte una parola che amo molto: rispetto. Non di ammirazione viviamo, dice, ma è di rispetto che abbiamo bisogno. 

Caro direttore, credo che occorra maggiore rispetto. Per le notizie, per il pubblico, per la verità. Quello che nutro per la storia del TG1, per la mia azienda, mi porta a questa decisione. Il rispetto per i telespettatori, nostri unici referenti. Dovremmo ricordarlo sempre. Anche tu ne avresti il dovere."


 

 


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permalink | inviato da francobrain il 22/5/2010 alle 3:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


21 maggio 2010

Il passaggio dal Matriarcato al Patriarcato (Serafino Massoni)

... "Qualcuno ha obiettato: è meglio il patriarcato, e dunque il presente, dove  ogni uomo ha la sua donna, mentre nel matriarcato le donne scelgono solo gli esemplari maschili più belli...  Ma no, cari amici! Niente paura! Nel matriarcato gli uomini avevano/hanno le donne, eccome!... Solo che c'è la circolarità dei rapporti amorosi..."

"La donna è mica una macchina! Il desiderio si sposta, non lo puoi comandare con le leggi."

 


16 maggio 2010

Inter Campione d'Italia

E' il 18° scudetto: uno in più del Milan

Miglior attacco, migliore difesa, minor numero di sconfitte... I numeri parlano per i Neroazzurri di Mourinho, a dispetto di un calo nell'ultima parte di campionato che ci lascia tutti apprensivi per la finale madrilena di Champions League. Speriamo che contro il Bayern, il 22 maggio, l'Inter ritrovi il massimo delle forze: la conquista del più importante trofeo europeo sarebbe un bel regalo per tutti i tifosi italiani.

Ricordiamo che, come l'Inter, anche il Bayern München ha fatto il "double" (campionato e coppa nazionale). I tedeschi sono in formissima e cercheranno di coronare la stagione con il trionfo in Champions. Per l'Inter, la tripletta (nel caso di una vittoria a Madrid) rappresenterebbe "la prima volta" per una squadra italiana: nessuno dei nostri club infatti si è mai imposto in tutt'e tre le competizioni in uno stesso anno. Ma in tutta Europa l'impresa è riuscita finora solo al Barcellona.

L'1-0 di Siena (goal di Milito) consente ai Neroazzurri di vincere il loro quinto scudetto consecutivo, eguagliando il record stabilito dalla Juve negli Anni Trenta e dal Torino negli Anni Quaranta. 

Il club bianconero (con la vecchia-nuova gestione degli Agnelli) forse si sta rendendo conto solo adesso di cosa è stato Calciopoli, dei danni che si è autoprovocati. Il verdetto della giustizia sportiva ha inferto un grave colpo a questa società già grandissima. Ma gli stessi juventini devono ammettere di aver avuto molta fortuna; in altri Paesi, infatti, un club che è accusato di corruzione (nonché di aver drogato i propri giocatori) viene prontamente radiato. Chissà quanti anni serviranno alle Zebre per tornare a lottare per lo scudetto!

Bene la Roma, che grazie a Ranieri si è ripresa dallo strano blocco psicofisico di inizio campionato. Vertiginosa la rincorsa operata dai capitolini. Ma al club giallorosso (e ai suoi tifosi) manca quella certa coolness che contraddistingue tutte le squadre di successo. Un po' più di aplomb, di savoir fair, non guasterebbe loro (tristemente indimenticabile il fallaccio di Totti ai danni di Balotelli). Il monito vale anche per la presidentessa Rossella Sensi, autrice di una stupida quanto isterica polemica contro la Lazio e contro i diretti avversari milanesi.

La Samp torna a giocare in Champions League dopo 16 anni. Correva il 20 maggio 1992 quando i blucerchiati affrontarono in finale (udite! udite!)il Barcellona. Allora il torneo si chiamava Coppa dei Campioni. Rete di Koeman e sogni infranti per noi. Quella sera, Roberto Mancini - alias "il Mancio" - si accasciò sul campo, in lacrime...

Auguri anche al Palermo per lo splendido campionato. La squadra di Delio Rossi non ha mancato di vincere pure nell'ultimo appuntamento stagionale, in quel di Bergamo (doppietta di Cavani; goal del momentaneo pareggio atalantino firmato da Ceravolo). Non sarà Champions League ma l'Europa ha comunque aperto le sue porte ai simpatici Rosanero.

 

Serie A

Classifica finale 2009-10

    P.ti    G   V   N S +/-  
    1 Inter 82 38    24    10  4     41
    2 Roma 80 38 24 8      6     27
    3 Milan 70 38 20 10 8 21
    4 Sampdoria 67 38 19 10 9 8
    5 Palermo 65 38 18 11 9 12
    6 Napoli 59 38 15 14 9 7
    7 Juventus 55 38 16 7 15 -1
    8 Parma 52 38 14 10 14 -5
    9 Genoa 51 38 14 9 15 -4
    10 Bari 50 38 13 11 14 0
    11 Fiorentina 47 38 13 8 17 1
    12 Lazio 46 38 11 13 14 -4
    13 Catania 45 38 10 15 13 -1
    14 Chievo 44 38 12 8 18 -5
    15 Udinese 44 38 11 11 16 -5
    16 Cagliari 44 38 11 11 16 -2
    17 Bologna 42 38 10 12 16 -13
    18 Atalanta 35 38 9 8 21 -16
    19 Siena 31 38 7 10 21 -27
    20 Livorno 29 38 7 8 23 -34

 


7 maggio 2010

La "Guerra" con Balotelli non è ancora finita

 Per qualche mese è stata la fidanzata di Mario Balotelli, poi è scoppiato un "pasticcio" tra querele, insulti, gelosie e delusioni... ed è tutto finito.

... e forse così si spiegano anche le "lune" del giocatore in ambito professionale.

Barbara Guerra, la bellissima ex concorrente del reality show La Fattoria, ha rilasciato un'intervista al magazine Vivo. Dice che ha archiviato il giocatore dell'Inter: "Ho conosciuto un ragazzo di Roma, che mi interessa. Ma Mario mi chiama ancora, vuole vedermi"...

Per rinfrescare la memoria: Barbara ha querelato la giovane star perché lui, intervistato da Sky, l'ha appellata così: "E' una fallita che si deve aggrappare a qualcosa pur di apparire sui giornali. L’ho frequentata una settimana. È pilotata da quel… di Lele Mora."

 Il "lato B" nella vita del numero 45 neroazzurro

Mario ha solo 19 anni ma gli sono stati già attribuite realazioni con attrici e showgirl: oltre a da Barbara Guerra, Betty Kourakou, Carla Velli, Costanza Caracciolo e Keyla Espinoza. Ne potrebbe già raccontare di cose...!

 

Subito pronte a spogliarsi!

Il countdown è cominciato: nella corsa verso lo scudetto, le sexy tifose di Roma e Inter si sfidano a colpi di strip. Ognuna di loro promette uno spogliarello se il proprio team vincerà...

Tra le “giallorosse”, Carolina Marconi ha proposto di tuffarsi nella fontana di Trevi per regalare un sexy "effetto maglietta bagnata", Stefania Orlando ha affermato che si fermerà al bikini come Lola Ponce (e non farà come la formosa e tifosissima Sabrina Ferilli, che per prima lanciò la moda dello strip-scudetto) e  Lorella Cuccarini si è dichiarata disposta a restare nuda e senza neppure la chitarra che le aveva coperto le grazie durante la sua celebre esibizione teatrale.

 Lola Ponce

A mettersi al servizio dell'Inter mostrando in toto le proprie bellezze sono pronte l’ex velina Veridiana Mallmann e Melita Toniolo. La bella gieffina si è detta pronta a mostrarsi in bikini e a baciare il tenebroso Mourinho. E forse qualcuna di loro, o altre showgirls ancora, sono pronte a consolare il giovane numero 45 nerazzurro dopo la sua storia andata a male con Barbara Guerra...

Anche le fans del Milan Sara Tommasi, Magda Gomez e la suddetta Guerra si erano dette arcivolenterose ad allietare gli occhi del pubblico rossonero nel caso il loro club avesse vinto lo scudetto. Ormai però sono senza speranze, almeno per quest'anno...

 


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